GRUPPO SOCI MIRANESI
( Sezione
di Venezia)
Al signor Sindaco del Comune di Mirano. Al Presidente del Consiglio Comunale
Con una recente decisione
Tale decisione si inserisce nella grave situazione in cui giace l’edificio e sulla sua assoluta priorità esecutiva , sia per il controllo idraulico del delicato complesso e per l’alto rischio intrinseco che l’attuale stato di abbandono comporta, sia per il notevole valore storico, ambientale e paesaggistico del sito.
A tale proposito merita ricordare brevemente che l’ardito salto d’acqua e l’attività molitoria risalgono attorno al 1100. L’attività ebbe un notevole incremento nel Seicento con il Taglio, raggiungendo la massima potenzialità ai primi anni dell’Ottocento, con l’impiego di ben 6 ruote, sostituite poi da due turbine idrauliche. Modernizzazione e potenziamento che portarono l’opificio ad essere fra i primi della provincia di Venezia.
Italia Nostra ha sempre sostenuto e sostiene che le questioni del recupero dell’edificio , della manutenzione del salto d’acqua e del bacino debbano essere affrontati con un forte impegno congiunto di proprietà privata e di ente pubblico, il Comune , il quale dovrebbe coordinare una serie di interventi miranti a mantenere l’unitarietà del luogo costituito dal bacino, il salto d’acqua, l’opera idraulica e l’edificio storico.
Per quanto riguarda la decisione presa condividiamo
ovviamente la necessità che il progetto di recupero debba essere rispettoso
delle normative vigenti in materia e dei vincoli previsti per questo importante
manufatto. Nello stesso tempo ci sorprende il fatto che in questa occasione
· Il piano Cime con il disastroso danno dell’ambiente storico creato dal fiume.
· I pessimi interventi fra il patronato ed il Viale delle Rimembranze adibito a parcheggio per auto.
· La concessione di nuovi volumi nel recupero del rudere della piazza centrale .
· L’aumento di volume dell’ex sede dell’ufficio di collocamento su via Barche in dispregio della storica recinzione di villa Errera in rovina da 70 anni.
· Il nuovo piano di recupero di Piazza Garibaldi .
· La sottrazione di verde urbano per il parcheggio auto di via Gramsci.
· La nuova rotatoria davanti a villa Magno .
E’ per queste ragioni che la notizia della bocciatura del progetto di recupero da parte della Commissione Urbanistica ci preoccupa, perché rappresenta un ulteriore rinvio dopo sessant’anni di abbandono e disinteresse e dimostra che l’Amministrazione Comunale si disimpegna dal suo dovere di iniziativa e di stimolo per la soluzione di un punto nodale dell’assetto urbanistico della Città lasciando l’iniziativa alla sola proprietà privata. Fatto questo paradossale, se si pensa che recentemente il Comune ha invece investito grandi risorse nella costruzione del nuovo teatro che ha causato la distruzione di un ambiente pregiato e favorito lo sfruttamento edilizio privato.
Invitiamo quindi il Comune di Mirano ad affrontare con forza e determinazione la questione avviando una linea di confronto con la proprietà al fine di giungere presto a definire un percorso che porti al recupero dei Molini di Sotto , parte integrante ed importante del tessuto urbano e patrimonio di tutta la città .
Il rappresentante soci di Italia Nostra Adriano Marchini