GRUPPO SOCI MIRANESI
( Sezione
di Venezia)
Al signor Sindaco del Comune di Mirano.
Al Presidente del Consiglio Comunale di Mirano.
Ai Partiti politici presenti in Consiglio Comunale .
Ogg:
L’ultima ricostruzione edilizia continua lo
scempio di Piazza Martiri
Con la presente desideriamo segnalare il nostro dissenso per l’ennesima aggressione al patrimonio storico ed architettonico di Mirano .
Riteniamo che il centro storico di Mirano ed in particolare la sua piazza siano il felice risultato dell’azione di coloro che nei secoli passati vi hanno operato sia da cittadini privati che come amministratori .
Come si sa la nostra storica Piazza Martiri fa parte di un borgo dalle caratteristiche sei e setteottocentesche sviluppatosi , dopo la scomparsa delle ultime vestigia medioevali di cui si conserva ancora qualche traccia , attorno ad alcune ville e palazzi alternati a più modeste case porticate per la piccola borghesia degli artigiani , commercianti , operai e per capienti magazzini e granai .
Perduta la sua importanza strategica e militare , Mirano sotto il dominio della Serenissima Repubblica , incrementò le attività commerciali , agricole ed artigianali , anche per merito della deviazione del fiume Muson , imponente impresa voluta principalmente per la conservazione della laguna , che ha messo il paese in comunicazione per via acqua con il Veneto centrale e orientale.
Questo caratteristico borgo che doveva essere protetto dalle leggi del 1939 e 1940 nonché dallo specifico decreto ministeriale del 29/10/1965 , ha subito un primo insulto con l’abbattimento della chiesetta gentilizia di villa Zinelli per far posto alla portineria dell’ospedale.
Da allora le demolizioni e le ricostruzioni sono susseguite numerose come si può rilevare anche nel documento reso noto da questa Associazione in occasione dell’incontro pubblico del 20/06/2002 per dibattere l’urbanizzazione dell’area “Cime”.
Ciò premesso , queste demolizioni e ricostruzioni hanno interessato anche la nostra piazza principale.
Si ricorda ad esempio la casa con giardino di via Castellantico , sostituito dal mastodontico e mistilineo ex cinema Eva , la ex Banca Popolare di Novara , già albergo Stella d’Oro e Posta dei cavalli , la ricostruzione dell’ex negozio Coin , il fabbricato Carraro , che hanno modificato irrimediabilmente l’antico aspetto deturpandolo.
Dell’ultimo edificio recentemente costruito , chiamato Pavan-Zara , in sostituzione di una cadente piccola casa con giardinetto ed altri ruderi da molti anni abbandonati , i miranesi possono ora prenderne formalmente atto senza che abbiano mai potuto esprimere una loro opinione su quello che si faceva nel loro “salotto buono”. Diversamente dalla pubblicizzazione e dibattiti che ci sono stati per l’area “Cime” , anche se vanamente .
Come si osserva si tratta di un semplice edificio che si vorrebbe rifare alla tipologia miranese , costituito con un inusitato espediente che abbina due identici corpi di fabbrica con tetto a capanna , di cui quello in evidenza penetra con la sua mole nello “spazio” precedentemente libero , incombendo sulla piazza.
Questo nuovo volume non ha tenuto conto della necessità di mantenere una giusta proporzione con la trattoria “Al Genio” , mentre i due colmi dei fabbricati abbinati , allo scopo di ottenere un inopportuno secondo piano , superano la linea di gronda del palazzo Pavan annullando ed umiliando così la sua precedente distinzione ed importanza in quell’isolato urbano.
Circa la soluzione adottata per l’attacco a sud del nuovo fabbricato al citato palazzo Pavan , la riteniamo assolutamente inaccettabile , ovunque fosse attuata ma soprattutto nella nostra piazza .
Quell’angolo , a nostro parere , stride talmente da offendere gli storici valori architettonici di Mirano e le giuste esigenze della cittadinanza.
Ancora una volta sia la
pubblica amministrazione che i privati hanno perduto una occasione per
valorizzare quel sito degradato con una opera più rispettosa dell’ambiente e di
maggior prestigio.
Il risultato della loro azione
è purtroppo sotto gli occhi di tutti :
anziché preservare e mantenere il patrimonio storico-architettonico
ereditato si continua ancora una volta a mortificarlo.
Per i soci di Italia Nostra di Mirano
Il rappresentante Adriano Marchini