Dal sito di Report  (la data non è indicata ma è probabilmente il 2005/06):

 

AUTORE
A Venezia il commissario si occupa di cose apparentemente più semplici. Il sindaco uscente Paolo Costa è commissario al moto ondoso.

PAOLO COSTA EX-SINDACO VENEZIA
L’emergenza legata al moto ondoso è l’emergenza traffico, ed è che i canali di Venezia sono quello che sono le strade di Roma o Milano.

VOCE DELL’AUTRICE FORI CAMPO
Siccome barche, gondole e vaporetti aumentano sempre di più e creano le onde nei canali che sbattono violentemente sulle fondamenta c’e il rischio che la città sprofondi. Ma per regolare il traffico ci voleva un commissario straordinario?

PAOLO COSTA EX-SINDACO VENEZIA
Sui canali di venezia e sulla sua laguna hanno competenza: la regione, la provincia, il comune, la capitaneria di porto, l’autorità portuale, la capitaneria di porto di chioggia perché la laguna è più grande, sono almeno 6 e forse qualche altra autorità, difficilissime da mettere assieme.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Col commissario straordinario invece uno decide per tutti. Ma il 30 giugno il suo mandato scadrà siccome non ha fatto leggi ma solo ordinanze il rischio quale è?

PAOLO COSTA EX-SINDACO VENEZIA
Di ritornare al caos di prima.

AUTRICE
E allora?

PAOLO COSTA - ex-sindaco Venezia
È chiaro che occorreva e occorre, mettere mani contemporaneamente alle due cose. Allora posso anche di fronte all’emergenza ma contemporaneamente metto mano alle modifiche delle procedure perché domani il commissario non ci sarà più. Diciamo che ci siamo persi per strada….Che abbiamo esagerato con i commissari è sicuro.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Come è sicuro che il primo ad esagerare è stato proprio lui. Correva l’anno 1997, Paolo Costa era ministro dei lavori pubblici, e in Italia c’erano centinaia di cantieri bloccati. La soluzione? Nominare un commissario per ogni cantiere, prima 49, poi 100, e alla fine 152. Questi commissari hanno risolto qualcosa?

PAOLO COSTA - ex-sindaco Venezia
Direi metà e metà. Qualcosa è successo, ma non in maniera determinante.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
E infatti ne 2001 la corte dei conti scriveva:“Proprio la soluzione del commissariamento e i relativi criteri di retribuzione dei commissari potrebbero avere indirettamente favorito il protrarsi di fattispecie sostanzialmente prive di sbocchi”. Cioè visto che i commissari ci guadagnavano invece di velocizzare i lavori li hanno rallentati. Lo stesso anno cambia il governo ma la politica rimane la stessa. Parte la legge obiettivo e si nominano nuovi commissari.

SABINO CASSESE – docente diritto amministrativo
Si vuole tutto subito e invece di avere tutto subito non si ha niente mai.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ma è attraverso le strade laterali che si elargiscono tanti soldi, e questa strade soddisfano molti, se poi non risolve i problemi pazienza, almeno finché la pazienza dura. Per amor di precisione i 5 commissari alle grandi opere non prendono un milione e mezzo di euro a testa in tre anni, ma solo 760 mila euro, oltre al loro stipendio. Però se uno volesse fare due conti precisi, non è possibile perché nemmeno la Corte dei Conti sa con esattezza quanti sono i commissari, quanto ci costano e nessuno monitorizza i risultati. Abbiamo visto che le regioni con maggiori problemi hanno un numero esagerato di commissari e risultati scarsi. Ricorderete tutti poi l’emergenza rifiuti radioattivi. Il luogo dove metterli, Scansano era stato individuato dal commissario. Non se ne è fatto niente, i rifiuti sono sempre sparsi un po’ qua e un po’ là e non se ne parla più.

 

Una trascrizione completa della trasmissione si trova in http://www.report.rai.it/RE_stampa/0,11516,95054,00.html