Una nuova acqua alta eccezionale trova Venezia indifesa.
Responsabilità e inadempienze
Comunicato stampa
L’acqua
alta eccezionale odierna (
Si tratta di un quadro di gravi inadempienze rispetto alla legge vigente, che Italia Nostra denuncia ormai, ripetutamente, da anni, chiedendo concrete attuazioni e non chiacchiere o proclami o sempre nuovi studi spesso ripetitivi. Invece di fare quanto disposto fin dal 1973, dopo anni di sostanziale inerzia è stato piuttosto deciso quell’intervento di chiusura della laguna con dighe mobili, che doveva essere studiato soltanto in caso di necessità, qualora gli interventi di riequilibrio lagunare non fossero stati risolutivi. La scelta del Mo.S.E., a parte le polemiche, i dubbi scientifici e le critiche che lo hanno accompagnato, ha significato puntare su un progetto costosissimo, sostanzialmente irreversibile, tecnicamente complesso. Ma a parte ciò, i tempi di costruzione necessari hanno lasciato, lasciano e lasceranno ancora per anni Venezia comunque indifesa a fronte di eventi eccezionali come quello odierno.
A prescindere dal fatto che le incertezze o le speranze in merito all’efficacia del Mo.S.E per ora si accompagnano al concreto stravolgimento del delicato ambiente lagunare, oggi soprattutto va detto che se i responsabili della cosa pubblica avessero provveduto a quanto era loro dovere fin dal 1973, i danni di questa ultima acqua alta sarebbero stati certamente molto meno gravi. Ma l’odierna situazione eccezionale è soltanto un caso di maggiore pesantezza rispetto a quelli che purtroppo si replicano molte volte ogni anno senza fare troppo notizia, con situazioni che avrebbero dovuto essere affrontate in modo diverso e responsabile.
Venezia merita un rispetto maggiore di quello che le viene concesso. E ha bisogno di scelte adeguate e realistiche, che tengano conto dei suoi delicati equilibri e insieme delle difficoltà quotidiane di chi con tenacia ancora vive in una città tanto preziosa, fragile e difficile. Italia Nostra, da sempre impegnata per la tutela del patrimonio culturale ma insieme della qualità di vita di coloro che ne sono custodi e depositari, intende ribadire con forza anche in questa occasione la sua denuncia e il suo sdegno.
Italia Nostra
Sede Centrale
Roma, 1 dicembre 2008