Venezia, 28 giugno 2006

 

Ai Gent.mi Signori

 

Sig. Dott. Luigi Abete

Presidente della BNL

 

Sig. Dott. Sergio Erede

Vice Presidente della BNL

 

Sig. Dott. Jean-Laurent Bonnafé

Amministratore Delegato

 

e, per conoscenza, al gent.mo Signore

Sig. Dott. Luigi Maccallini

Uff. Responsabilità Sociale

 

Banca Nazionale del Lavoro

Via Vittorio Veneto, 119

00187 Roma

 

 

Oggetto: sostegno della BNL alla megadiscarica in ambiente lagunare veneziano

 

 

Gentili Signori,

 

abbiamo sempre molto apprezzato il fatto che, come Istituto finanziario, mettiate in evidenza - per quanto riguarda la Vostra “missione” - l’elemento della «responsabilità sociale», dichiarando che «da oltre 90 anni BNL incentiva e sostiene gli investimenti, le partnership e le donazioni a favore dello sviluppo, della solidarietà, della cultura e dell'ambiente». Ci si permetta dunque di esprimere la nostra amara sorpresa nel dovere prendere atto di come risultiate «ente finanziatore» del progetto di costruzione di una nuova isola/megadiscarica di fanghi inquinati nella Laguna di Venezia.

 

            Davvero pare incompatibile con la importante dichiarazione di principio il Vostro decisivo sostegno ad un intervento che altera gravemente il delicatissimo assetto di un bene culturale di straordinario, universale rilievo quale l’ambiente veneziano. Di fatto si prospetta la Vostra collaborazione alla messa in essere in piena area lagunare di un enorme deposito-rifiuti di circa tre milioni di metri cubi di fanghi, anche tossico nocivi, sotto forma di un’isola di almeno 55 ettari, lunga 2 km ed alta oltre 4 metri, in opposizione o in deroga a norme, direttive e/o leggi vigenti. Ricordiamo che il progetto viene avanzato dal Commissario speciale “ai fanghi”, del quale si è chiesta al Presidente del Consiglio on. Romano Prodi la rimozione con il ritiro immediato delle deleghe.


 

            Anche ammettendo che dal punto di vista economico l’operazione possa essere per Voi interessante o conveniente, ci pare estremamente negativo, in termini di rendiconti finali, il danno morale e d’immagine che Ve ne deriverebbe tra l’opinione pubblica più avvertita e sensibile ai problemi di salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale del Paese. Soprattutto, vogliamo sperare che facciate salva la coerenza con quelle Vostre affermazioni di principio che sicuramente fanno onore se rispettate.

 

            Nell’auspicio che il discusso e contestato progetto d’intervento in questione non abbia mai seguito, ci permettiamo in ogni caso di chiederVi di non volere essere implicati in un’operazione di tanta pesantezza. Ringraziamo comunque per l’attenzione che vorrete prestare a questa nostra segnalazione e porgiamo i più distinti saluti.

 

per il Consiglio Direttivo

il Presidente di Italia Nostra – Venezia

prof. Alvise Benedetti