Roma, 26/01/06

 

COMUNICATO  STAMPA

 

ITALIA NOSTRA CON IL SINDACO CACCIARI  E LA GIUNTA COMUNALE  DI VENEZIA PER  LA REVISIONE  E  LE ALTERNATIVE  PROGETTUALI  AL  MOSE

 

 

 

Il mastodontico progetto del MOSE è proprio l’esito del non fare. Italia Nostra risponde ai nuovi attacchi provenienti dai sostenitori della modernità “costi quel che costi”.

            Da oltre 30 anni Italia Nostra (non sola ma prima di ogni altro) sostiene il sì: che si faccia, ma quello che davvero serve. Ha chiesto in tutte le sedi che si facessero quegli interventi di salvaguardia semplici, poco costosi, reversibili, che avrebbero risolto molti dei problemi di Venezia. E con ciò si limitava a pretendere che si desse seguito a quello che la legislazione dello Stato italiano dal 1973-1975 imponeva come assolutamente urgente: estromissione del traffico petrolifero dalla laguna (e chiusura del canale dei petroli); riapertura all’espansione delle maree della grande parte della laguna improvvidamente chiusa (30 %); restituzione dei livelli delle bocche di porto profondamente alterate con conseguente afflusso di marea in termini di pericolosa gravità, e altro ancora. Di questi trenta anni di non fare (anzitutto da parte delle autorità responsabili) è frutto paradossale il Mose: un progetto largamente discusso e contestato, costosissimo, complicato, difficile da gestire, irreversibile, legato a previsioni che solo il futuro ci dirà se sono giuste. E si ricorderà come l’ipotesi delle dighe mobili fosse previsto per legge soltanto dopo il compimento di tutto quello che il partito del no – contro Italia Nostra – è riuscito ad impedire.

            Che “il Mose sconvolgerà la laguna” è oramai cosa ampiamente riconosciuta anche da Bruxelles. Nella contestazione inviata dall’Unione europea al governo italiano –con l’apertura di una procedura di infrazione sui lavori del Mose- e con lettera al nostro Ministro degli Esteri Fini, il nuovo Commissario all’ Ambiente UE Stavros Dimas, mette in mora  l’Italia  ricordando che la Corte europea deciderà provvedimenti valutando le risposte del governo. Praticamente  è la sconfessione dell’operato del governo italiano ed il riconoscimento della validità della Valutazione d’impatto ambientale (Via) fatta nel 1998 e rimasta ignorata.

             Assurdo e pericoloso quindi,  tentare ora scorciatoie sulle quali i dubbi operativi e le accuse di irregolarità sono ormai di dominio comune. E si può soltanto sperare che l’amministrazione comunale veneziana e il sindaco Cacciari, a cui Italia Nostra rinnova il sostegno, sappiano resistere a pressioni pesantissime che giungono in larga misura dal vero, vecchio partito del non fare.

 

 

per  informazioni:  328-5812312