Venezia, 24 giugno 2006
All’On.
Signor Presidente del Consiglio
Prof. Romano Prodi
e, per conoscenza, a
On. Ministro per le
Infrastrutture e i Trasporti
Dott. Antonio di Pietro
On. Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio
Avv. Alfonso Pecoraro Scanio
Onorevole
Signor presidente,
ci permettiamo rivolgerci direttamente
a Lei contando sul Suo autorevole intervento per impedire che si compia una
nuova gravissima azione ai danni di Venezia e della sua Laguna. Si prospetta,
infatti, la messa in essere, in piena area lagunare, di una enorme discarica di
circa tre milioni di metri cubi di fanghi, anche tossico nocivi, con la
costruzione di un’isola di almeno
Si aggiunga che tali fanghi dovrebbero derivare dallo
scavo, fino a
Italia Nostra ritiene che il
progetto di megadiscarica in laguna debba essere urgentemente fermato e che i
fanghi, in base
all’effettivo grado d’inquinamento, vadano trattati con le opportune tecniche
di sicurezza al di fuori della laguna, secondo un Piano che non alteri
né con approfondimenti né con interramenti la morfologia del bacino lagunare,
al fine di garantirne la sopravvivenza fisica e biologica. Per l’operatività
del Porto commerciale ed industriale di Marghera esiste un Piano del
1965 messo in mora dalla normativa legislativa posteriore all’alluvione del
1966: una sua revisione è possibile e necessaria anche per poter prevedere
profondità dei canali compatibili con traffici ed ambiente lagunare.
Ci si rammarica per il fatto che il progetto in questione
sia sostenuto da chi (nella persona dell’ing. Roberto Casarin) con ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3383 del dicembre
2004 svolge la funzione di Commissario speciale con poteri di deroga
sulle leggi vigenti, per fronteggiare l’emergenza determinatasi nella laguna
di Venezia, in ordine alla rimozione dei sedimenti inquinanti nei canali
portuali di grande navigazione. E
sembra poi paradossale che lo stesso ing. Casarin si trovi a presiedere
Data la paradossale situazione che
rischia di crearsi, considerata la gravità dell’iniziativa, l’apparente pretestuosità
dell’invocata emergenza ambientale, l’ambiguità della procedure di deroga che
si vorranno seguire, Italia Nostra
deve chiedere a Lei, signor Presidente, l’immediata revoca del mandato
del Commissario Straordinario e il ripristino delle ordinarie procedure
valutative, nel rispetto di quelle 14 leggi regionali e/o nazionali cui l’art 3
dell’Ordinanza n. 3383 permetteva di sottrarsi.
Contando sul Suo autorevolissimo
intervento ai fini di una effettiva e concreta salvaguardia della delicatissima
realtà veneziana e lagunare, nella speranza che voglia impedire un’ulteriore
grave offesa a un bene ambientale di straordinario pregio, porgiamo i più
distinti ossequi.
Italia
Nostra – Venezia
Il
presidente
Alvise
Benedetti